Come presentare la propria tesi di laurea

In quasi tutte le situazioni della vita occorre "vendere" bene se stessi. La presentazione della tesi in sede di esame di laurea non fa eccezione. Quanto segue sono dei suggerimenti di massima, dettati dal buon senso e dalla mia esperienza come commissario di laurea e come oratore.

Gli ingredienti per il successo sono tre: conoscenza dell'argomento, buona organizzazione del materiale, buona presentazione orale.

Pre-parazione

Occorre prepararsi bene prima di dover presentare; solo oratori molto bravi possono permettersi di non prepararsi.

Liquido subito la conoscenza della materia discussa nella propria tesi perché presumo ci sia (in un certo senso, il candidato è la persona più esperta in quel settore, avendo lavorato per mesi nel progetto di cui la tesi è il risultato finale).

Obiettivo della presentazione

Per pianificare la presentazione occorre identificare subito due cose: il tempo a disposizione e i valori da mettere in luce rispetto all'audience a cui ci si rivolge (che è la commissione di laurea). Per capire quali sono i valori da mettere in luce occorre chiedersi: "che immagine voglio dare di me alla commissione?" Normalmente fa una buona impressione un candidato che sia maturo professionalmente, capace di affrontare in maniera metodologicamente ineccepibile un problema, in grado di capire quello che fa o ha fatto, perché lo ha fatto, cos'altro si sarebbe potuto fare, con quali conseguenze. Meglio ancora è un candidato che, in aggiunta, scopre qualcosa di originale e interessante.

Bisogna poi, alla luce dei valori che si vogliono evidenziare, decidere qual è il messaggio più importante da comunicare, le 2-3 cose più importanti (quali risultati, conclusioni, riflessioni, etc.) che si desidera che ciascun commissario ricordi il giorno dopo.

Articolazione della presentazione

A questo punto bisogna capire quali sono i concetti, le idee, premesse, rassegne, etc. che occorre illustrare/discutere in modo da permettere ai commissari di capire il messaggio fondamentale. Alcuni di questi concetti saranno assolutamente necessari, altri potrebbero diventare opzionali nel caso (frequente) in cui occorra accorciare la presentazione.

La presentazione deve iniziare con un'introduzione che, oltre a riportare titolo della tesi e nome del candidato, deve anche illustrare gli obiettivi del lavoro di tesi e della presentazione stessa. L'introduzione deve servire per dire chi si è, che argomento si affronta, perché l'argomento o il problema affrontato è interessante, perché la soluzione, i risultati, la rassegna che si sono elaborati nella tesi sono importanti e per chi sono importanti.

La presentazione deve terminare con le conclusioni che evidenziano in modo sommario i contributi importanti apportati dal candidato, riprendono aspetti legati alla qualità del lavoro svolto, e ne illustrano i limiti. (Discutere dei limiti è un modo per persuadere più facilmente la commissione della propria maturità, perché fa capire che il candidato sa ragionare obiettivamente su quanto ha fatto. E ciascun commissario sa bene che qualsiasi lavoro/soluzione/risultato ha dei limiti.)

Tra l'introduzione e la conclusione ci deve stare tutto il resto: il messaggio fondamentale e tutto il materiale propedeutico. Ovviamente non è affatto facile sintetizzare il proprio lavoro di mesi in una presentazione che duri magari 10 minuti, di cui alcuni sono necessari per l'introduzione e altri per la conclusione. Però così è, e bisogna adattarsi: tra tutte le cose che si potrebbero dire bisogna dire solo le più importanti, rispetto all'obiettivo che ci si è posti.

Presentazione orale

Principi da seguire (l'ordine non indica l'importanza).

  1. Prepararsi: i giorni precedenti la presentazione, ripetere a voce alta più volte l'intera presentazione, da soli, in piedi davanti allo specchio. Fintantochè si va via sciolti.
  2. Nella stesura dei lucidi (elettronici), risparmiare inchiostro! Togliere tutte le parole inutili. I lucidi devono servire ai commissari per cristallizzare delle idee, e pertanto devono essere estremamente sintetici. Non devono essere in competizione con quello che si dice a voce.
    Un'eccezione sono lucidi che riportano esempi dettagliati, schemi, diagrammi, che devono venir spiegati a voce dal candidato; quanto basta per far capire l'idea importante per cui sono stati introdotti.
  3. Evitare sfondi, disegni, layout, animazioni che potrebbero rendere più difficile la percezione o che potrebbero distrarre l'attenzione: i commissari devono ascoltare il candidato, non studiare il lucido e chiedersi cosa sta succedendo o a cosa serve un qualche orpello. Verificare la dimensione dei caratteri o altri simboli: devono essere percepibili anche a chi siede distante dallo schermo. Se possibile usare sfondi scuri e materiale in primo piano chiaro, e agire soprattutto sul contrasto di luminosità, piuttosto che quello cromatico.
  4. Evitare errori ortografici, sintomo di bassa qualità.
  5. Durante la presentazione, stare ovviamente in piedi (segno di rispetto all'audience e postura ergonomicamente più efficace per parlare a voce alta), non muoversi troppo, non tenere le mani in tasca o aggiustarsi il colletto della camica o giocare con una penna. Stare fermi e composti, non sull'attenti ma rilassati.
  6. Durante la presentazione parlare in maniera da farsi sentire e capire: non troppo veloce, a voce alta, scandendo bene le parole. Catturare e mantenere viva l'attenzione dei commissari.
  7. Non leggere lo schermo, non fissare il vuoto, e nemmeno guardarsi le scarpe, ma guardare quasi sempre i commissari negli occhi.
  8. Per controllare l'ansia, pochi minuti prima di iniziare la presentazione fare due passi all'aria aperta, respirare a pieni polmoni, e convincersi che si è lì per raccontare ad altri le cose più interessanti che sono emerse dal lavoro degli ultimi mesi. E che si è le persone più adatte a farlo!